Le forze dell’ordine internazionali hanno sferrato un nuovo colpo al cybercrime nell’ambito di Operation Endgame, una delle più grandi operazioni coordinate contro le infrastrutture malware degli ultimi anni. L’azione ha preso di mira due tra le minacce più diffuse nel panorama cybercriminale: StealC e Amadey. L’operazione, supportata da Europol, Microsoft e diversi partner del settore della cybersecurity, ha portato al sequestro di decine di domini e centinaia di server utilizzati per distribuire malware e gestire sistemi compromessi. Secondo le informazioni diffuse dagli investigatori, sono state recuperate oltre 25 milioni di credenziali sottratte agli utenti attraverso campagne malevole su larga scala.
Cos’è StealC
StealC è un malware specializzato nel furto di informazioni sensibili. Commercializzato come Malware-as-a-Service (MaaS), viene utilizzato da gruppi criminali per raccogliere password, cookie di autenticazione, dati dei browser, informazioni finanziarie e altri dati personali dai dispositivi infetti.
Dal suo debutto nel 2023, StealC è diventato uno degli infostealer più utilizzati dai cybercriminali grazie alla sua semplicità di utilizzo e al basso costo di accesso.
Il ruolo di Amadey
Amadey agisce spesso come malware “loader”, ovvero uno strumento utilizzato per compromettere inizialmente i sistemi e installare successivamente altre minacce, tra cui ransomware, trojan bancari e infostealer come StealC. La combinazione tra Amadey e StealC ha permesso ai criminali informatici di creare una catena d’attacco particolarmente efficace: Amadey apre la porta ai sistemi compromessi, mentre StealC si occupa della raccolta e dell’esfiltrazione dei dati.
Server e infrastrutture sequestrate
L’azione coordinata ha colpito 66 domini e 296 server collegati alle operazioni di StealC e Amadey. Gli investigatori hanno inoltre ottenuto l’accesso a grandi quantità di dati sottratti alle vittime, interrompendo le attività degli operatori e limitando la loro capacità di distribuire nuovi attacchi. Microsoft ha supportato l’operazione attraverso azioni legali e attività di contrasto tecnico che hanno consentito di neutralizzare ulteriori componenti dell’infrastruttura criminale.
Oltre 25 milioni di credenziali recuperate
Uno dei risultati più significativi dell’operazione riguarda il recupero di oltre 25,6 milioni di credenziali provenienti da più di 385.000 sistemi compromessi. Questi dati rappresentano una preziosa fonte di intelligence per individuare ulteriori attività criminali e avvisare potenziali vittime.
Perché questa operazione è importante
Operation Endgame dimostra come la collaborazione tra forze dell’ordine, aziende tecnologiche e ricercatori di sicurezza possa infliggere danni concreti alle organizzazioni cybercriminali. Anche se le operazioni di smantellamento non eliminano definitivamente il fenomeno del malware, aumentano i costi operativi per i criminali, interrompono le campagne attive e consentono di proteggere migliaia di utenti e aziende da future compromissioni. Gli esperti ricordano comunque che la difesa migliore resta la prevenzione: aggiornamenti regolari, autenticazione a più fattori, backup sicuri e formazione degli utenti continuano a essere strumenti fondamentali contro le minacce informatiche.







